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Gli Statuti del 1287, primo vero corpo di leggi promulgato dalle maestranze cittadine, disponevano che il Palio si corresse due volte l'anno: il 23 aprile in onore di S. Giorgio, patrono di Ferrara, ed il 15 agosto, nel giorno della festa della Vergine Assunta. La corsa era per la corte anche l'occasione di una mostra ideale, e la conquista del palio era un irrinunciabile corollario al suo messaggio propagandistico. Strumento politico da una parte e divertimento popolare dall'altra, il palio veniva corso anche in circostanze eccezionali, quali l'insediamento del signore al potere, le nozze principesche o la visita di un ospite importante, in cui la città si addobbava, come si vede nel celebre affresco di Francesco del Cossa del Salone dei mesi di Palazzo Schifanoia, mentre la decorazione dell'allestimento, degli abiti dei cortigiani e dell'arredo, veniva affidata ad artisti come Sagramoro e Cosmè Tura. Oggi le corse si tengono l'ultima domenica di maggio in onore di S. Giorgio, ma la data vuole ricordare la famosa edizione del 1471, corsa in onore di Borso, insediatosi come primo duca di Ferrara. I Palii contesi sono i quattro tramandati dalle cronache e dagli antichi statuti cittadini: quello verde dedicato a S. Paolo per la corsa delle putte, quello rosso di S. Romano per la corsa dei putti, quello bianco di S. Maurelio per la corsa delle asine ed infine quello giallo (o dorato) dedicato a S. Giorgio per la corsa dei berberi. Le gare sono disputate dai quattro rioni con territorio entro le mura di S. Benedetto, con colori bianco e azzurro; Santa Maria in Vado, giallo e viola; S. Paolo, bianco e nero ; Santo Spirito con colori giallo e verde e dai quattro borghi: S, Giacomo con colori giallo e blu; S. Giorgio, giallo rosso; S. Giovanni, rosso e blu e S. Luca, rosso e verde. Il Palio di Ferrara, oltre ad essere il più antico d'Italia e uno dei più antichi del mondo, ha come caratteristica peculiare il tipo di corsa, che è corsa di "festa" a differenza di molti palii "guerrieri", che prevedono invece l'uso del saraceno, o di qualche altro nemico da abbattere con la lancia. E' un momento particolare ed importante per la città , che si veste dei colori delle contrade e che si ammanta dell'atmosfera rarefatta e fiabesca della suggestione e della rievocazione storica; ma è anche un momento irrinunciabile di vita per la comunità , che oggi, come nei secoli passati, partecipa con entusiasmo ricoprendo vari ruoli - contradaioli, figuranti, organizzatori, spettatori, simpatizzanti o magari detrattori - e che mettendo a disposizione tempo ed energie e lavorando con costanza, cuore e passione rende possibile ogni anno che si rinnovi la magia della festa. |
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